<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Stefano Testi &#187; Italiano</title>
	<atom:link href="http://www.stefanotesti.it/p/category/italiano/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.stefanotesti.it</link>
	<description>Proudly selling plutonium in every corner drug store since 1984.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 07:41:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Google Wave: prime prove ed impressioni</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/1105</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/1105#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 09:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[impressione]]></category>
		<category><![CDATA[impressioni]]></category>
		<category><![CDATA[inviti]]></category>
		<category><![CDATA[prova]]></category>
		<category><![CDATA[prove]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[wave]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stefanotesti.it/?p=1105</guid>
		<description><![CDATA[E alla fine arrivò l&#8217;onda: eccoci finalmente, dopo tanti mesi di indiscrezioni e congetture, a provare di persona il tanto discusso Google Wave: il sistema che, a detta degli stessi sviluppatori, dovrebbe cambiare il concetto di comunicazione via web. Attualmente Wave è ancora riservato a pochi fortunati invitati (100mila), trovandosi esso stesso nello stato di preview [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>E alla fine arrivò l&#8217;onda: eccoci finalmente, dopo tanti mesi di indiscrezioni e congetture, a provare di persona il tanto discusso <strong>Google Wave</strong>: il sistema che, a detta degli stessi sviluppatori, dovrebbe cambiare il concetto di comunicazione via web. Attualmente Wave è ancora riservato a pochi fortunati invitati (100mila), trovandosi<span id="more-1105"></span> esso stesso nello stato di <em>preview</em> (non ancora in <em>beta</em>), ed essendo appena uscito dalla sandbox iniziale.</p>
<p>Urge quindi a questo punto una precisazione: <strong><span style="text-decoration: underline;">non ho a disposizione inviti</span></strong>. Sono un invitato di secondo livello, ed è inutile che chiediate nei commenti se posso invitarvi perchè, spiacente, ma anche volendo, non posso. E nemmeno chiedete come ho ottenuto l&#8217;invito: è una storia lunga, fatta di inseguimenti, uccisioni, spie e viaggi nel tempo, ma alla fine devo ringraziare tantissimo <a href="http://www.michelangeblog.eu/">una sola persona</a>.</p>
<p>Ma passiamo quindi a vedere come funziona Wave.</p>
<h3>Cos&#8217;è Google Wave</h3>
<p>Innanzitutto <em>che cos&#8217;è Wave</em>? Definirlo è leggermente problematico e probabilmente si finirebbe per sottovalutarne le funzionalità. In ogni caso si potrebbe provare a definirlo come un <strong>innovativo servizio</strong> che dovrebbe rivoluzionare l&#8217;email, unendo in un solo sistema <strong>funzionalità di discussione, chat e forum</strong> in un grande &#8220;coso&#8221; collaborativo. Wave permette ad un insieme di utenti di intrattenere una discussione articolata (la <em>wave</em>, appunto) paragonabile ad un albero, in cui si parte dal tronco (la discussione principale) e via via si diramano <strong>discussioni secondarie</strong>. E&#8217; possibile aggiungere progressivamente nuovi utenti alla wave, man mano che viene richiesto il loro intervento, senza che questi vedano le discussioni precedenti. Si può inserire <strong>mappe</strong> o <strong>immagini</strong>, vedere <strong>in tempo reale</strong> i messaggi degli altri utenti mentre vengono digitati, e riprodurre la <strong>sequenza temporale</strong> con cui ogni messaggio è stato inserito.</p>
<h3>La schermata principale</h3>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1114" title="googlewave-ss1" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss1-300x170.jpg" alt="googlewave-ss1" width="300" height="170" /></a>Passando a vedere direttamente l&#8217;interfaccia, sulla sinistra sono presenti due pannelli relativi alle funzioni principali di Wave, denominati <strong>Navigazione</strong> e <strong>Contatti</strong>. Ogni utente Gmail che viene invitato a Wave ottiene un nuovo indirizzo con suffisso <strong><em>@googlewave.com</em></strong>, per essere unito a wave esistenti o per iniziare nuove wave.</p>
<p>E&#8217; importante anche sottolineare che Wave non è un semplice servizio di Google, ma un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Wave_Federation_Protocol">sistema federato</a>, simile in questo ad altri protocolli come XMPP (di cui è peraltro una estensione), grazie al quale ogni azienda può installare il proprio sistema di wave, e interconnetterlo allo stesso Google Wave o ad altri wave server in giro per il mondo.</p>
<p>Il pannello centrale mantiene il riepilogo delle wave in corso, e al primo accesso, una semplice Wave in sola lettura contenente questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YiGdUmvPRy8">simpatico video</a>, con alcune spiegazioni sul funzionamento.</p>
<p>Il pannello di destra mostra la wave correntemente selezionata. Quelle che potete vedere nello screenshot sono alcune wave che abbiamo aperto in questi giorni con altri invitati a Wave, per testare il servizio e il suo funzionamento.</p>
<h3>Aprire una nuova Wave</h3>
<p>Per aprire una nuova wave basta semplicemente cliccare sul tastino apposito e iniziare a scrivere del testo, aggiungendo dei contatti man mano che si renda necessario, come mostrato in figura.<a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss3.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1133" title="googlewave-ss3" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss3-291x300.png" alt="googlewave-ss3" width="291" height="300" /></a>Una volta iniziata la wave, è possibile proseguire inserendo i propri interventi direttamente <strong>in risposta al precedente </strong>(come nelle conversazioni di Gmail), oppure rispondendo a messaggi precedenti aprendo <strong>un nuovo &#8220;ramo&#8221;</strong> nella conversazione, come mostrato nello screenshot seguente.</p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss4.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1136" title="googlewave-ss4" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss4-300x193.png" alt="googlewave-ss4" width="300" height="193" /></a>Inizialmente i messaggi di Giuseppe e Gatto si susseguono progressivamente, mentre ad un certo punto Gatto apre un nuovo ramo risponendo ad un messaggio di Giuseppe. Per aprire un nuovo ramo basta semplicemente fare doppio click su una qualsiasi parola del messaggio, e comparirà un piccolo menu che permette di rispondere.</p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss5.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1137" title="googlewave-ss5" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss5-300x115.png" alt="googlewave-ss5" width="300" height="115" /></a></p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss5.png"></a><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss6.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1138" title="googlewave-ss6" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss6-300x127.png" alt="googlewave-ss6" width="300" height="127" /></a>In questo modo è possibile creare delle sotto-conversazioni, dei thread, che proseguono all&#8217;interno della wave principale, senza dover ogni volta richiamare messaggi precedenti per mantenere la leggibilità, come avviene invece in una conversazione via mail.</p>
<h3>Il real time</h3>
<p>Uno degli aspetti principali che differenzia Wave da una normale conversazione via mail è il fatto che la conversazione risiede in un <strong>unico punto centralizzato</strong>, al quale ognuno degli utenti accede di volta in volta per visualizzare lo stato della wave o inserire nuovi interventi.</p>
<p>Ciò ha permesso di introdurre interessanti funzioni, quali la possibilità di visualizzare <strong>in real time</strong> altre persone che stanno intervenendo sulla wave, e vedere il loro testo <em>live</em> mentre viene inserito (funzione in ogni caso disattivabile selezionando la casellina &#8220;draft&#8221;), accompagnato da una scritta colorata che riporta il nome dell&#8217;interlocutore che sta scrivendo (vedi intervento di Giuseppe nello screenshot seguente). E&#8217; quindi possibile iniziare a rispondere già mentre l&#8217;interlocutore precedente sta finendo il suo intervento.</p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss7.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1142" title="googlewave-ss7" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss7-300x79.png" alt="googlewave-ss7" width="300" height="79" /></a></p>
<h3>Widget e Gears</h3>
<p>All&#8217;interno di Google Wave sono inoltre presenti alcuni widget, che permettono di inserire <strong>mappe</strong> e <strong>sondaggi</strong> nelle conversazioni, utili per fissare appuntamenti o per prendere decisioni.<br />
<a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss8.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1144" title="googlewave-ss8" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss8-300x217.png" alt="googlewave-ss8" width="300" height="217" /></a><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss10.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1145" title="googlewave-ss10" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss10-300x284.png" alt="googlewave-ss10" width="300" height="284" /></a><br />
Inoltre Wave gode già da ora di una forte interazione con Gears, permettendo ad esempio il drag&amp;drop delle fotografie direttamente nell&#8217;interfaccia web.<br />
<a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss9.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1146" title="googlewave-ss9" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss9-300x254.png" alt="googlewave-ss9" width="300" height="254" /></a></p>
<h3>Stabilità</h3>
<p>Come intuibile Wave è comunque ancora altamente instabile, periodicamente l&#8217;interfaccia web <strong>perde la sincronizzazione</strong> ed inizia un lento processo di resincronizzazione (vedi screenshot), che spesso fallisce e si finisce per dover chiudere la tab e riaprirne una nuova.</p>
<p><a href="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1147" title="googlewave-ss11" src="http://www.stefanotesti.it/wp-content/uploads/googlewave-ss11-300x109.jpg" alt="googlewave-ss11" width="300" height="109" /></a></p>
<p>Altre volte le wave letteralmente &#8220;esplodono&#8221;, suggerendo all&#8217;utente di chiudere e riaprire il browser. Questi sono sostanzialmente dei piccoli difetti di gioventù, dovuti al fatto che Wave è  ancora una <strong>preview in via di sviluppo</strong>, ben al di là dall&#8217;essere completo e pronto per il grande pubblico, motivo per cui l&#8217;accesso ad esso è ancora ristretto ad un limitato numero di utenti.</p>
<h3>Impressioni personali</h3>
<p>Indubbiamente Wave offre molte funzionalità innovative, che rendono obsolete interfacce già molto all&#8217;avanguardia come ad esempio quella di Gmail. Il successo di Wave sta proprio nel fatto che non è l&#8217;utente a dover cambiare le proprie abitudini di conversazione, ma è la <strong>tecnologia che si adatta</strong> al modo di comunicare degli esseri umani.</p>
<p>Quello che è certo è che dal punto di vista tecnico Wave ha sicuramente richiesto degli sforzi non banali, e ne richiederà probabilmente ancora in futuro.</p>
<p>Il successo di Wave dipenderà proprio dalla sua capacità di trovare una &#8220;collocazione&#8221;: la mia impressione personale dopo aver provato Wave è che per comunicazioni istantanee e <strong>one-to-one</strong> probabilmente resta <strong>ancora più comoda l&#8217;email</strong> o l&#8217;<strong>instant message</strong>, mentre Wave è molto potente per sessioni di &#8220;brainstorming&#8221; o semplicemente per accordarsi tra più persone, andando a tappare l&#8217;annoso problema delle e-mail <em>botta e risposta</em> tra più contatti.</p>
<p>Il suo successo inoltre dipenderà fortemente anche dall&#8217;<strong>effetto rete</strong> che riuscirà ad ottenere: noi pochi fortunelli ad avere l&#8217;invito abbiamo dovuto raccattarci l&#8217;un l&#8217;altro via Friendfeed per poter provare qualche funzionalità, in quanto avere Wave senza contatti Wave è un po&#8217; come avere l&#8217;automobile senza aver strade da percorrere.</p>
<p>Certamente bisogna riconoscere a Google ancora una volta la capacità di riuscire sempre a trovare nuovi stimoli e ad aprire nuove strade da percorrere. Tutto il resto, lo deciderà la severa giuria del popolo internet mondiale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/1105/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet Wireless E4A</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/1049</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/1049#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 05:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[adsl]]></category>
		<category><![CDATA[e4a]]></category>
		<category><![CDATA[guasto]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[provider]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[wireless]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=1049</guid>
		<description><![CDATA[Un brevissimo post per dire che, dopo l&#8217;ennesimo guasto Telecom di zona che ha colpito tutto il paese (da una settimana i tecnici lavorano sulla centrale brancolando nel buio), ho deciso di fare il grande passo, eliminare l&#8217;ADSL e spingermi verso HiperLan. Ho contattato un provider locale di cui mi hanno parlato molto bene, E4A, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un brevissimo post per dire che, dopo l&#8217;ennesimo guasto Telecom di zona che ha colpito tutto il paese (da una settimana i tecnici lavorano sulla centrale brancolando nel buio), ho deciso di fare il grande passo, eliminare l&#8217;ADSL e spingermi verso HiperLan.<span id="more-1049"></span></p>
<p>Ho contattato un provider locale di cui mi hanno parlato molto bene, <a href="http://www.e4a.it/">E4A</a>, un&#8217;azienda giovane e &#8220;think different&#8221; (attiva sostenitrice del software libero), e sto attendendo la chiamata per il sopralluogo del tecnico per verificare la presenza della LOS verso la Stazione Radio Base.</p>
<p>Inutile dire che da qui vi terrò informati sul progredire della cosa, sulla qualità del servizio e l&#8217;affidabilità. Nel frattempo, buona domenica a tutti.</p>
<p><strong>EDIT:</strong> Sono stato da poco contattato da Riccardo, Tech Manager di E4A. Purtroppo la mia zona non è ancora coperta dai loro servizi, ma mi ha confermato l&#8217;attivazione a breve di una SRB nelle vicinanze. Rimandiamo quindi più avanti :)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/1049/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>14 luglio 2009</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/1025</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/1025#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 16:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=1025</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: center;"><a href="http://www.paulthewineguy.com/post/134213823/il-cerotto-blu"><img class="size-full wp-image-1026 aligncenter" title="3681179813_4c4f3ba6c9" src="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/3681179813_4c4f3ba6c9.jpg" alt="3681179813_4c4f3ba6c9" width="500" height="173" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/1025/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;offerta 3 per iPhone e le clausole contrattuali &#8211; Confronto</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/1012</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/1012#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 12:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=1012</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche giorno ormai Tre ha annunciato un accordo con Apple per la vendita di iPhone. Gioia e gaudio sulla rete, dato che finalmente è arrivato qualcuno che può spezzare il duopolio TIM/Vodafone. Da quando però hanno iniziato a circolare le tariffe, c&#8217;è stato molto clamore (e sdegno) sui vari social network e blog per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Da qualche giorno ormai Tre ha annunciato un accordo con Apple per la vendita di iPhone. Gioia e gaudio sulla rete, dato che finalmente è arrivato qualcuno che può spezzare il duopolio TIM/Vodafone. Da quando però hanno iniziato a circolare le tariffe, c&#8217;è stato molto clamore (e sdegno) sui vari social network e blog per le clausole contrattuali che Tre <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA38685/state_per_scegliere_3_per_iphone_ecco_le_clausole_da_leggere_attentamente.shtml">ha associato alla propria offerta</a>. Per comodità le riassumo qui sotto:</p>
<p><strong>Traffico verso AOM &lt; 60% Traffico totale<br />
Traffico entrante &gt; 10% Traffico uscente<br />
Traffico in roaming &lt; 70% Traffico totale </strong></p>
<p>Ma siamo sicuri che sia qualcosa di così negativo? Siamo sicuri che siano clausole &#8220;capestro&#8221; come molti sostengono in queste ore? Proviamo ad analizzare tutti gli<span id="more-1012"></span> operatori e a vedere cosa offrono.</p>
<h4>Vodafone Italia</h4>
<p>Tutte le SIM ricaricabili (anche chi non ha un iPhone) sono soggette alle Condizioni Generali di Contratto <a href="http://www.areaprivati.vodafone.it/190/trilogy/jsp/home.do?tabName=Servizi+privati&amp;ty.semt.contentId=1073886839&amp;ty_nocache=true&amp;SR=4&amp;SC=condizioni+contrattuali">reperibili qui</a>. Per comodità non riporto le condizioni per abbonati. Il punto 4 specifica cosa sia l&#8217;&#8221;uso personale&#8221;, con i seguenti vincoli (devono esserne rispettati almeno 2):</p>
<p><strong>Traffico verso AOM &gt; 20% Traffico totale<br />
Traffico entrante &gt; 25% Traffico uscente</strong><br />
Traffico uscente giornaliero &lt; 160 minuti<br />
Traffico uscente mensile &lt; 1250 minuti</p>
<p>In grassetto le quantità confrontabili con quelle di Tre. Come è facile notare, Vodafone richiede che ci sia una quantità minima di traffico verso AOM, mentre Tre questo non lo chiede. Inoltre, il vincolo sul traffico entrante è maggiore con Vodafone rispetto a Tre.</p>
<h4>TIM</h4>
<p>Tutte le SIM ricaricabili e abbonamento (anche chi non ha un iPhone) sono soggette alle seguenti Condizioni Generali Contrattuali <a href="http://www.tim.it/azienda/c3039/i12633/f60864_60884/livello3.do">reperibili qui</a>. Il punto 6.1 prevede vincoli (devono esserne rispettati almeno 2) molto simili a quelli Vodafone:</p>
<p><strong>Traffico verso AOM &gt; 20% Traffico totale<br />
Traffico entrante &gt; 25% Traffico uscente</strong><br />
Traffico uscente giornaliero &lt; 160 minuti e/o 200 SMS<br />
Traffico uscente mensile &lt; 1250 minuti e/o 2000 SMS</p>
<h4>WIND</h4>
<p>Tutte le SIM ricaricabili e abbonamento (anche chi non ha un iPhone) sono soggette alle seguenti Condizioni Generali Contrattuali <a href="hhttp://www.wind.it/download/privati/trasparenza/Cond_Gener_apr08.pdf">reperibili qui</a>.</p>
<p><strong>Traffico verso AOM &lt; 60% Traffico totale<br />
Traffico verso singolo AOM &lt; 40% Traffico totale</strong><br />
Traffico uscente giornaliero &lt; 200 minuti e/o 300 SMS/MMS<br />
Traffico uscente mensile &lt; 2000 minuti e/o 4000 SMS /MMS</p>
<p>Wind ripropone lo stesso vincolo di Tre sul traffico uscente, ma con l&#8217;aggiunta del vincolo sul traffico verso un singolo AOM.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Tutti gestori praticano vincoli simili. Essi sono orientati perlopiù ad evitare la pratica scorretta dei GSM-box e dei cosiddetti &#8220;autoricaricatori folli&#8221;. Mentre la seconda credo sia chiara a tutti, la prima era una pratica in voga pochissimi mesi fa, in cui molti carrier low-cost acquistavano SIM di un operatore mobile, attivando tariffe scontate per le chiamate sulla stessa rete, per poi sfruttarle rivendendo quel traffico con tariffe di terminazione mobili bassissime.</p>
<p>Ora, dal punto di vista dell&#8217;utente, quello che può cambiare da gestore a gestore è la &#8220;tolleranza&#8221; di questi comportamenti. Sappiamo che TIM, Vodafone e Wind non sono molto severi su questo sui clienti in buona fede, resta da sapere: quanto lo è Tre?</p>
<p><em>PS: Visto che su Friendfeed l&#8217;argomento pare essere il topic (e il flame) del giorno, specifico anche quanto segue, hai visto mai&#8230;<br />
1) Non sono dipendente Tre, non sono nemmeno cliente</em><em><br />
2) Questo confronto nasce in 10 minuti liberi per soddisfare una mia personalissima curiosità<br />
3) Chi sa un minimo sul mondo delle Telco sa anche che questi vincoli hanno una loro ragion d&#8217;essere, per diversi motivi che non stiamo qui a ripetere per l&#8217;ennesima volta<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/1012/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>iPhone OS 3.0 e il push che non c&#8217;è</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/981</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/981#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 19:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=981</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;avevano promesso ed è arrivato. Dopo mesi di richieste degli utenti, dibattiti e liti tra i sostenitori delle applicazioni in background e quelli del push, puntale come un treno (non certo uno di Trenitalia), alle 19.00 del 17 giugno è arrivato iPhone OS 3.0, il primo sistema operativo di casa Apple ad implementare le notifiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;avevano promesso ed è arrivato. Dopo mesi di richieste degli utenti, dibattiti e liti tra i sostenitori delle applicazioni in background e quelli del push, puntale come un treno (non certo uno di Trenitalia), alle 19.00 del 17 giugno è arrivato iPhone OS 3.0, il primo sistema operativo di casa Apple ad implementare le notifiche push.<span id="more-981"></span></p>
<p>Tutti a rincorrersi l&#8217;un l&#8217;altro per scaricare il firmware filosofale, quello che doveva, nelle intenzioni, portare il vero web real-time nelle mani degli utenti.</p>
<p>Ma è veramente così? Io direi di no. A 48 ore dal rilascio, ancora nessuna applicazione push &#8220;seria&#8221; viene approvata da Apple. Nemmeno quelle che ci hanno sfasciato gli zebedei per oltre 50 minuti durante gli ultimi keynote dedicati al melafonino.</p>
<p>L&#8217;unica applicazione push attualmente disponibile con un numero di download considerevole è &#8220;Tap Tap Revenge&#8221;, un giochino dalla vitale inutilità. Sempre se escludiamo la scassata app di Associated Press con le sue Breaking News. Giusto perchè sperare in qualche catastrofe in giro per il mondo per testare le notifiche push non è poi così elegante.</p>
<p>Le applicazioni serie, come <strong>Beejive 3.0</strong> (IM), o lo stesso <strong>AIM</strong> tanto pubblicizzato da Apple, giacciono laconicamente ancora in quel limbo sito tra l&#8217;invio dell&#8217;app dal produttore ad Apple e l&#8217;effettiva approvazione da parte di Apple per la messa in vendita.</p>
<p>E&#8217; tutto fermo, tutto immobile. Ma perchè? A pensar male verrebbe da dire che Apple sta avendo qualche problemino con il server push. Se a 48 ore dal rilascio del firmware, con le applicazioni push dei produttori in attesa di approvazione da oltre una settimana, tutto è ancora fermo, qualcosa deve essere per forza andato storto.</p>
<p>E a supporto di questa ipotesi arrivano anche i commenti di <a href="http://appadvice.com/appnn/2009/06/where-is-beejiveim-is-there-trouble-with-push-notifications/">questo post</a> di AppAdvice, nei quali alcuni utenti delle useless-app sostengono che le notifiche push non stiano funzionando come dovrebbero.</p>
<p>Se le cose stanno così, Apple pare essersi ficcata di nuovo in un disastro annunciato <a href="http://stefanotesti.it/p/488">come avvenne lo scorso anno con MobileMe</a>, quando per oltre venti giorni il servizio funzionò a singhiozzo con offline prolungati, e non c&#8217;erano abbastanza risorse (umane ma anche tecnologiche) per supportare il lancio contemporaneo in 48 ore di MobileMe, OS 2.0 e iPhone 3G. E Apple finì per eliminare palesemente alcune delle feature più interessanti (peraltro le più pubblicizzate), come ad esempio la sincronizzazione real-time con Mac (al punto da ritirare lo slogan &#8220;Exchange for the rest of us&#8221;).</p>
<p>Quest&#8217;anno avevano promesso di fare meglio. Complice anche una famosa mail di Steve Jobs che invitava ad <a href="http://www.melablog.it/post/6543/mobileme-steve-jobs-ragguaglia-i-dipendenti">imparare dai propri errori</a>. E ci si erano messi pure d&#8217;impegno.</p>
<p>Però poi succede che di nuovo lanciano OS 3.0 il 17/18 giugno, contemporaneamente ad un update di Safari. Giusto per stressare un po&#8217; i server. E poi via il 19 giugno con iPhone 3GS, così, come niente fosse.</p>
<p>Eppure i fatti parlano da soli. Abbiamo tra le mani un mattone push da 600 euro e nessuna applicazione push che possa sfruttarlo, sebbene ampiamente pubblicizzate come &#8220;contemporanee&#8221; al lancio di OS 3.0. Sistema operativo che, contando l&#8217;inutilità degli MMS e di FindMyiPhone (disattivabile con un solo &#8216;tap&#8217;), senza il push è essenzialmente e funzionalmente identico a 2.0, se non fosse per la tastiera (e il correttore) notevolmente migliorati.</p>
<p>E&#8217; strano, perchè ad ogni keynote si passano minuti e minuti a sentire di come i prodotti Apple sbaraglino la concorrenza, e di quanto siano ampi i margini di guadagno. Ma quando si arriva a parlare di un qualsiasi servizio web, Apple cade sempre sulle sue ginocchia. Vale per MobileMe, come vale per le notifiche push.</p>
<p>E allora una domanda sorge spontanea: ma perchè non concentrarsi in quello di cui si è leader di mercato? O fai le cose bene oppure fai a meno. Perchè non fare quello splendido hardware e software cui siamo stati abituati e lasciar perdere quei servizi che rischiano solo di far fare delle figure barbine?</p>
<p>Io questo non lo capisco veramente.</p>
<p><strong>UPDATE:</strong> Odio dire &#8220;Ve l&#8217;avevo detto&#8221;: <a href="http://bit.ly/aov7h">http://bit.ly/aov7h</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/981/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Insoddisfazione post-upgrade</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/974</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/974#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 19:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=974</guid>
		<description><![CDATA[Ovvero &#8220;Cronologia di un firmware update di iPhone&#8221; 1) Il rilascio avviene in ore d&#8217;ufficio secondo l&#8217;indiscutibile fuso orario di Cupertino 2) Sebbene il lancio della nuova versione del sistema operativo iPhone fosse pianificato da un pezzo, e sebbene il numero degli utenti iPhone sia facilmente conteggiabile, i server non hanno retto. 3) MobileMe sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ovvero &#8220;Cronologia di un firmware update di iPhone&#8221;<span id="more-974"></span></p>
<p>1) Il rilascio avviene in ore d&#8217;ufficio secondo l&#8217;indiscutibile fuso orario di Cupertino</p>
<p>2) Sebbene il lancio della nuova versione del sistema operativo iPhone fosse pianificato da un pezzo, e sebbene il numero degli utenti iPhone sia facilmente conteggiabile, i server non hanno retto.</p>
<p>3) MobileMe sta agonizzando dal momento del rilascio di iPhone OS 3.0. Non che prima fosse un granchè.</p>
<p>4) Se uno fa il &#8220;ripristino&#8221; anzichè l&#8217;update si ritrova in mano temporaneamente un mattone, dato che il ripristino effettua la &#8220;riattivazione&#8221; del dispositivo e il server di attivazione è down.</p>
<p>5) La funzione &#8220;Find my iPhone&#8221; non funziona. Non funziona la localizzazione e non funziona l&#8217;invio di messaggi. Per un software la cui key app (o &#8220;una delle&#8221;) era Find My iPhone non è male.</p>
<p>6) L&#8217;altra key app è la notifica push. Nessuna app ancora la sfrutta.</p>
<p>7) Apple non impara dai propri errori. Presumibilmente i server saranno intasati ancora per qualche giorno. E il rilascio di 3Gs avverrà tra poche ore. Non era bastato il disastro combinato lo scorso anno con MobileMe?</p>
<p>8) Il telefono è sensibilmente più lento (e, mi dicono, scalda di più). Se ne sentiva il bisogno?</p>
<p>9) Sarò imbecille, ma: non trovo i settings per l&#8217;indicatore percentuale della batteria <span style="text-decoration: line-through;">e il gestore delle notifiche push delle app.</span> UPDATE: il menu &#8220;notifications&#8221; spunta alla prima app che supporta il Push.</p>
<p>Apple, da un utente che si è sempre ritenuto soddisfatto, bisogna dire che a volte è difficile difenderti, molto, molto difficile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/974/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vota Antonio La Trippa</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/940</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/940#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=940</guid>
		<description><![CDATA[Il D. Lgs. 196 del 30/6/2003, peraltro approvato in tempi non sospetti, recita: Articolo 23. Consenso 1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell&#8217;interessato. 2. Il consenso può riguardare l&#8217;intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso. 3. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1311248">D. Lgs. 196 del 30/6/2003</a>, peraltro approvato in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Berlusconi_II">tempi non sospetti</a>, recita:<span id="more-940"></span></p>
<blockquote><p><strong>Articolo 23. Consenso</strong></p>
<p><strong>1.</strong> Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell&#8217;interessato.<br />
<strong>2.</strong> Il consenso può riguardare l&#8217;intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso.<br />
<strong>3.</strong> Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto, e se sono state rese all&#8217;interessato le informazioni di cui all&#8217;articolo 13.<br />
<strong>4.</strong> Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.</p>
<p><strong>Articolo 130. Comunicazioni indesiderate</strong></p>
<p><strong>1.</strong> L&#8217;uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l&#8217;intervento di un operatore per l&#8217;invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso dell&#8217;interessato.<br />
<strong>2.</strong> La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalità ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.<br />
[...]</p></blockquote>
<p>Ora, mi piacerebbe sapere perchè, a meno di 48 ore dalle elezioni, ai limiti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silenzio_elettorale">silenzio elettorale</a>, e non avendo mai rilasciato il mio indirizzo per campagne pubblicitarie elettorali, ricevo una mail nella mia casella personale dal &#8220;Candidato di zona del Popolo della Libertà alle provinciali&#8221; (non pubblico il nome, per ora) che mi chiede espressamente di &#8220;sostenerlo con il voto&#8221;.</p>
<p>Ho chiesto all&#8217;interessato via mail delucidazioni, attendiamo risposte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/940/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amazon S3, storage online e Torrent</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/730</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/730#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 12:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[s3]]></category>
		<category><![CDATA[storage]]></category>
		<category><![CDATA[torrent]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=730</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; un po&#8217; di tempo che sto cercando un servizio di storage online serio. Dai tempi del mio approdo a Mac ho avuto modo di provarne diversi, e nessuno mi ha mai realmente soddisfatto. Gusti difficili, probabilmente. La mia intenzione sarebbe quella di avere una copia di backup dei miei dati online, eventualmente crittografata, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>E&#8217; un po&#8217; di tempo che sto cercando un servizio di <strong>storage online serio</strong>. Dai tempi del mio approdo a Mac ho avuto modo di provarne diversi, e nessuno mi ha mai realmente soddisfatto. Gusti difficili, probabilmente.<span id="more-730"></span></p>
<p>La mia intenzione sarebbe quella di avere <strong>una copia di backup dei miei dati</strong> online, eventualmente <strong>crittografata</strong>, e contemporaneamente poter usare quello stesso servizio di storage per eventuali distribuzioni di file attraverso questo blog o tramite email, per <strong>evitare di sovraccaricare il server web</strong>.</p>
<p>Lo so, i puristi storgeranno un po&#8217; il naso. Oggi le <strong>memorie di massa</strong> costano <strong>come noccioline</strong>, ed è poco sicuro lasciare i propri dati online. Ma se avete la necessità di accedervi sempre e comunque, e con delle velocità che non siano quelle proprie di una connessione ADSL, lo storage online è l&#8217;unica soluzione.</p>
<p>Ho avuto modo ad esempio negli scorsi mesi di provare <a href="http://www.mozy.com/"><strong>Mozy</strong></a>. Che ha però due grossi difetti. Il primo è che <strong>non funziona dietro proxy</strong>. E quindi niente backup quando sono collegato al wifi in università. Il secondo è che, pur offrendo un fantastico backup incrementale, il <strong>recupero dei file richiede ore</strong>, se non giorni. Inoltre, non permette la distribuzione dei file via HTTP.</p>
<p>Ravanando quindi sulla rete alla ricerca di alternative, sono incappato molti mesi fa (ma comunque con immenso ritardo rispetto al suo rilascio) nel servizio <strong>S3</strong> offerto da <strong>Amazon</strong>. E sebbene il nome invochi in me <a href="http://www.esse3.unitn.it/">infausti sentimenti</a> (<em>se siete uno studente e la vostra università adotta il sistema S3 capirete a cosa mi sto riferendo</em>), ho deciso di provarlo.</p>
<h3>Cos&#8217;è</h3>
<p><strong>Amazon S3</strong>, detto in quattro parole, è un <strong>servizio di storage online</strong>. E fin qui nessun dubbio. Fa parte di una suite di applicazioni web più ampia, che comprende, tra gli altri, anche un servizio di &#8220;cloud distributed computing&#8221; (Amazon EC2), accessibile a tutti e con costi contenuti.</p>
<p>S3, ovvero <strong>Simple Storage Service</strong>, è accessibile mediante classici programmi FTP che offrono il supporto specifico, come, ad esempio, Cyberduck o Transmit per Mac o migliaia di altri programmi per Windows o Linux. Ma anche tramite REST e SOAP, che hanno permesso ad S3 di diventare famoso per essere utilizzato da moltissime applicazioni &#8220;2.0&#8243;, come, ad esempio, <strong>Twitter</strong>.</p>
<p>Proprio questa funzionalità, unita alla natura &#8220;open&#8221; di S3, rendono il servizio estremamente elastico. Chiunque può crearsi uno script per i propri backup, criptare i dati con l&#8217;algoritmo che più lo aggrada, e inserire lo script nella propria crontab, per poi utilizzare S3 solo ed esclusivamente come storage.</p>
<p>Esso si basa sulla stessa <strong>infrastruttura di storage</strong> che <strong>Amazon utilizza per i propri siti web</strong>, e questo lo rende flessibile nella risposta agli spike di traffico, conferendogli al tempo stesso una discreta disponibilità di banda.</p>
<p>All&#8217;interno di un account i file sono organizzati in <strong>bucket</strong>, una sorta di directory dal nome univoco, per le quali lo spazio di naming è condiviso tra tutti gli utenti. I bucket possono essere mantenuti privati, oppure resi pubblicamente accessibili tramite HTTP all&#8217;indirizzo</p>
<p><span style="font-family: -webkit-monospace;">http://<strong>nomebucket</strong>.s3.amazonaws.com/</span></p>
<p>Il tutto assegnando e modificando permessi esattamente come qualsiasi altro client FTP.</p>
<p>E&#8217; possibile quindi non solo <strong>caricare online i propri dati privati</strong>, crittografandoli e salvandoli in un bucket con permessi privati, ma anche <strong>avere un repository online</strong> dove immagazzinare tutti quei file che vogliamo distribuire ma che andrebbero normalmente a sovraccaricare il nostro server web.</p>
<p>Infine, mediante una entry CNAME nel nostro server DNS, possiamo addirittura modificare l&#8217;indirizzo sopraindicato con un sottodominio a piacere.</p>
<p>La chicca finale, che mi ha fatto innamorare di questo servizio, è però <strong>il supporto Torrent</strong>. Volete distribuire un programma che avete creato? Volete distribuirlo mediante S3 ma non volete sovraccaricare di richieste il server S3 (dato che comunque è un servizio a pagamento)?</p>
<p>Bene, è possibile distribuire i propri file via Torrent <strong>utilizzando S3 per il seeding del file</strong>. Basta semplicemente appendere un &#8220;?torrent&#8221; al nome del file, in questo modo:</p>
<p><code>http://nomebucket.s3.amazonaws.com/pdftest.pdf?torrent</code></p>
<p>I server S3 verranno utilizzati per il seeding iniziale e per tener traccia del file, ma, quando questo inizierà ad essere condiviso, subentrerà l&#8217;aspetto P2P e la distribuzione del file non andrà a consumare risorse su S3.</p>
<h3>Dove posso trovare uno script per i miei backup?</h3>
<p>Questo non lo so. Dopo tutti i test che ho fatto, <strong>devo ancora trovare uno script</strong> che fornisca la stessa comodità che fornisce Mozy, ovvero backup automatici e incrementali, con un archivio di 30 giorni. Il che mi ha fatto optare per il &#8220;chi fa da sè&#8230;&#8221;. Infatti ne sto scrivendo uno di persona.</p>
<p>Tuttavia, se qualcuno di voi conosce qualche software o qualche script interessante, si faccia avanti nei commenti.</p>
<h3>Ma quanto costa?</h3>
<p>Rispetto a ciò che offre, non molto. I costi <strong>sono a consumo</strong>, e quindi è necessario farsi due calcoli per evitare di avere spiacevoli sorprese. Inoltre sono <strong>differenziati tra Europa ed USA</strong>, ma, pur essendo in Europa, potete benissimo scegliere lo storage USA durante la sottoscrizione, optando quindi per un servizio più economico.</p>
<p>In ogni caso, con un utilizzo anche mediamente pesante del servizio, il prezzo non supera i 4/5 dollari al mese, che, con il cambio euro-dollaro favorevole, non sono un prezzo esagerato. <a href="http://www.amazon.com/S3-AWS-home-page-Money/b/ref=sc_fe_l_2?ie=UTF8&amp;node=16427261&amp;no=3435361&amp;me=A36L942TSJ2AJA">Qui</a> il listino e <a href="http://calculator.s3.amazonaws.com/calc5.html?">qui</a> uno script per calcolare il costo finale in base all&#8217;utilizzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/730/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alla ricerca della suite Office per Mac</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/806</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/806#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 21:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
		<category><![CDATA[aqua]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneri]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[neooffice]]></category>
		<category><![CDATA[office]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=806</guid>
		<description><![CDATA[Prosegue la mia ricerca del software per Mac più adatto per l&#8217;utilizzo da studente universitario. Sono sempre alla ricerca di nuovi programmi utili, di quelli che possano soddisfare l&#8217;esigente razza dei Mac-Ingegneri; tuttavia, dopo 6 mesi di ricerche, non sono ancora riuscito a trovare una suite office adatta. Ho avuto modo di provare OpenOffice.org, iWork [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Prosegue la mia ricerca del software per Mac più adatto per l&#8217;utilizzo da studente universitario. Sono sempre alla ricerca di nuovi programmi utili, di quelli che possano soddisfare l&#8217;esigente razza dei <a href="http://jeby.blogspot.com/2008/03/siti-interessanti-per-mac-ingegneri.html">Mac-Ingegneri</a>; tuttavia, dopo 6 mesi di ricerche, non sono ancora riuscito a trovare una suite office adatta.<span id="more-806"></span></p>
<p>Ho avuto modo di provare <strong>OpenOffice.org</strong>, <strong>iWork</strong> e <strong>NeoOffice</strong>. Il primo gode di una pessima fama in ambiente Mac, e la versione beta con supporto Aqua non è poi così integrata. E&#8217; un peccato, perchè la controparte Windows è molto stabile. Attendo OpenOffice.org 3.0 con supporto nativo ad Aqua, ma le cose dagli ultimi snapshot che ho provato non paiono cambiare molto.</p>
<p><strong>iWork</strong> è più un giocattolo pubblicitario che un editor di testo. Mentre <strong>NeoOffice</strong>, sebbene sia il più integrato, è ancora lungi dall&#8217;essere un buon software.</p>
<p>Putroppo, visti i costi della licenza, non ho ancora avuto modo di provare <strong>Microsoft Office 2008</strong> per Mac, che mi dicono sia ritenuta forse la migliore suite per l&#8217;ufficio per Mac. La versione studenti non ha un prezzo elevatissimo, ma i fondi per le mie spese informatiche attualmente scarseggiano.</p>
<p>E&#8230; si, lo so, il vero ingegnere usa LaTeX. Anch&#8217;io, ogni tanto. Però una suite office serve, non fosse altro che per le presentazioni e gli slideshow.</p>
<p><strong>Qualcuno ha qualche consiglio? Altre suite da testare?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/806/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dropbox e la condivisione collaborativa</title>
		<link>http://www.stefanotesti.it/p/782</link>
		<comments>http://www.stefanotesti.it/p/782#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 11:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[collaborativa]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[cvs]]></category>
		<category><![CDATA[dropbox]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://stefanotesti.it/?p=782</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei problemi più grossi che ho incontrato quando ho lavorato ad un progetto, ad una relazione, o ad un semplice file in modo collaborativo via internet, è il problema delle Concurrent Versions. Più persone lavorano assieme, diverse modifiche vengono effettuate, e fare avere queste diverse modifiche in modo &#8220;veloce&#8221; a tutti i collaboratori è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Uno dei problemi più grossi che ho incontrato quando ho lavorato ad un progetto, ad una relazione, o ad un semplice file in modo collaborativo via internet, è il problema delle <strong>Concurrent Versions</strong>. <strong>Più persone</strong> lavorano assieme, <strong>diverse modifiche</strong> vengono effettuate, e fare avere queste diverse modifiche in modo &#8220;veloce&#8221; a tutti i collaboratori è spesso complicato, o perlomeno comporta tonnellate di email in copia.<span id="more-782"></span> Allo stesso modo, è difficoltoso, disponendo di più macchine, magari in luoghi diversi e senza alcun server, avere sempre a disposizione su ogni macchina <strong>la copia più recente</strong> dei file.</p>
<p>Esistono (e ho provato) diversi metodi, a partire da <strong>CVS</strong>, passando per <strong>Google Docs</strong> e proseguendo in giù, ma nessuno che sia tanto semplice da essere usato da chiunque in modo veloce e automatizzato, che sia esteso a qualsiasi tipologia di file, o che non comporti delle clausole della serie &#8220;We&#8217;re not evil. Yet.&#8221;.</p>
<p>In tutto questo contesto si inserisce <strong><a href="http://www.getdropbox.com/">Dropbox</a></strong>. Sono passati oramai 5 mesi da quando sono stato invitato nel programma beta di Dropbox. Ho avuto modo di provarlo e di apprezzarlo, e di testarlo approfonditamente con altri tre miei colleghi durante un progetto dell&#8217;esame di Nomadic Communications. Ed ora, da un paio di giorni, è accessibile a chiunque.</p>
<h3>Cos&#8217;è Dropbox</h3>
<p>Quello che si propone Dropbox è di offrire gratuitamente uno <strong>spazio di 2 gigabyte</strong> ad ogni utente. Si installa un piccolo client sul computer (Mac/PC), che crea una directory in cui è possibile depositare tutti i propri files. L&#8217;applicativo di Dropbox che gira in background (vedi immagine sotto, l&#8217;icona azzurra nella menu bar) non fa altro che <strong>sincronizzare la copia locale sui server di Dropbox</strong>. Ogni volta che un file viene modificato in locale, in modo del tutto automatico ed entro pochissimi secondi, la modifica viene <strong>propagata sui server</strong>. Oppure, detto alla <em>duepuntozzzero</em>, &#8220;<strong>pushed into the cloud</strong>&#8220;. Il tutto con una codifica incrementale, andando ad aggiornare <strong>solo la parte di file realmente modificata</strong>, e quindi<strong> minimizzando la banda utilizzata</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-dock.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-793" title="dropbox-dock" src="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-dock.png" alt="" width="489" height="104" /></a></p>
<p>Allo stesso account è possibile associare <strong>più macchine</strong>, in modo tale da tenere sincronizzati i file tra macchine differenti con una copia online, e allo stesso tempo è possibile creare <strong>sottodirectory da condividere con altri utenti</strong>, in modo tale da collaborare sugli stessi file. In questo modo, le modifiche effettuate da ogni utente in pochissimi secondi vengono <strong>propagate agli altri utenti</strong>. I quali, se sono offline, le riceveranno in modo cumulativo alla riconnessione.</p>
<p>Un&#8217;altra chicca offerta da Dropbox è il <strong>controllo di versione</strong>: se avete cancellato inavvertitamente un file, o se qualcuno dei vostri collaboratori lo ha fatto, potete, mediante il pannello di controllo, ripristinare una delle versioni precedenti. Allo stesso modo, se state effettuando una modifica, ma nel frattempo un collaboratore ha modificato a sua volta il file, venite <strong>notificati del conflitto</strong> e viene proposta la scelta tra diverse opzioni per ovviare al problema.</p>
<p>Infine, una interfaccia web pulita e lineare, per accedere ai dati anche da macchine non connesse all&#8217;account. Di seguito un paio di screenshot della directory locale e dell&#8217;interfaccia web.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-dir.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-798" title="dropbox-dir" src="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-dir-150x93.png" alt="" width="150" height="93" /></a> <a href="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-web.png"></a><a href="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-web.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-801" title="dropbox-web" src="http://stefanotesti.it/wp-content/uploads/dropbox-web-150x138.png" alt="" width="150" height="138" /></a></p>
<h3>La mia opinione</h3>
<p>Come detto precedentemente, ho avuto modo di testare pesantemente Dropbox nella fase di beta, assieme ad altri tre miei colleghi, con i quali lavoravo su delle relazioni tecniche in formato .doc, su file di testo contenenti gli output del tool <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iperf">Iperf</a></strong> e su dei file sorgente per <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MATLAB">MATLAB</a></strong>.</p>
<p>Uno degli aspetti indubbiamente positivi è stato il supporto multipiattaforma. Abbiamo avuto modo di usare sia il client per <strong>Mac</strong> che quello per <strong>PC</strong>, usandoli su <strong>Leopard</strong>, <strong>XP</strong> e <strong>Vista</strong>, e la sincronizzazione è sempre avvenuta senza grossi intoppi. Qualche problemuccio si è presentato su Windows Vista, dove la sincronizzazione in downlink, ma soprattutto quella in uplink, avveniva con un certo ritardo rispetto agli altri client.</p>
<p><strong>Funziona perfettamente dietro proxy</strong>, per il quale abbiamo fatto alcuni test connettendoci attraverso la rete wireless della Facoltà di Scienze dell&#8217;Università di Trento, sia per up e down tra due client dietro proxy, sia tra un client via proxy ed uno collegato da una ADSL commerciale.</p>
<p>Per il resto le uniche pecche (che in realtà non mi sono curato di osservare, data la natura beta del servizio ai tempi della mia sottoscrizione) potrebbero risiedere nella sicurezza. I file online NON SONO crittografati, sono protetti solo dalla password dell&#8217;account, e non ho avuto modo di verificare se la connessione avvenga tramite HTTP o HTTPS, anche se in realtà propenderei per la seconda ipotesi.</p>
<h3>Come iscriversi</h3>
<p>Nei mesi scorsi mi sono sempre riproposto di fornire qualche invito ai lettori di questo blog, ma quelli di Dropbox mi hanno battuto sul tempo. Dall&#8217;11 settembre la sottoscrizione è aperta a tutti e gratuita, e vengono offerti anche alcuni pacchetti a pagamento se volete maggiore storage. Se volete sottoscrivere un account gratuito, basta solamente <a href="http://www.getdropbox.com/install"><strong>andare qui</strong></a> e scaricare il client.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stefanotesti.it/p/782/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
